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PFAS: the “eternal” pollution that affects us all

Lug 01, 2026 .

PFAS: the “eternal” pollution that affects us all

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di PFAS, ma per molte persone restano una sigla misteriosa. Eppure, secondo una grande inchiesta giornalistica europea, queste sostanze chimiche sono presenti in migliaia di luoghi in tutta Europa, spesso molto vicino a dove viviamo.

Cosa sono i PFAS e perché sono un problema?

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono composti chimici usati da decenni per rendere i prodotti impermeabili, resistenti al calore e allo sporco. Li troviamo in:

  • tessuti impermeabili
  • pentole antiaderenti
  • imballaggi alimentari
  • vernici e pesticidi
  • schiume antincendio
  • plastiche “ad alte prestazioni”

Il problema principale è che i PFAS non si degradano: restano nell’ambiente per decenni, accumulandosi nel suolo, nell’acqua e negli organismi viventi. Per questo vengono spesso chiamati “inquinanti eterni”.

Una mappa inquietante dell’Europa

Un’indagine basata su dati raccolti tra il 2003 e il 2023 mostra un quadro preoccupante:

???? 20 grandi produttori di PFAS

Sono impianti chimici che producono direttamente queste sostanze, che poi vengono usate in moltissimi settori industriali.

???? Oltre 23.000 siti contaminati confermati

In questi luoghi, analisi scientifiche hanno rilevato PFAS nell’acqua, nel suolo o negli esseri viventi a livelli pari o superiori a 10 nanogrammi per litro, una soglia già considerata significativa.

???? 232 siti industriali che usano PFAS

Qui i PFAS vengono utilizzati per produrre plastiche, vernici, pesticidi, tessuti impermeabili e altri materiali.

⚠️ Più di 21.500 siti “presunti” contaminati

Sono luoghi dove in passato o ancora oggi si svolgono attività che usano ed emettono PFAS, ma dove non sono ancora stati fatti campionamenti ambientali. Tra questi ci sono anche basi militari, che utilizzano schiume antincendio contenenti PFAS.

I “punti caldi”: quando il rischio diventa serio

Gli esperti parlano di “hotspot” quando la concentrazione di PFAS supera i 100 nanogrammi per litro, un livello considerato pericoloso per la salute.

In Europa ne sono stati individuati oltre 2.300, poi riorganizzati in più di 2.100 aree critiche reali, per evitare di contare più volte lo stesso problema. Alcuni casi emblematici si trovano vicino a grandi stabilimenti chimici in Belgio e nei Paesi Bassi, dove la contaminazione interessa intere zone abitate. In Italia, la principale area critica è la regione Veneto, in particolare le province di Vicenza, Verona e Padova:

Perché dovremmo preoccuparci?

Numerosi studi scientifici collegano l’esposizione ai PFAS a:

  • problemi al sistema immunitario
  • disturbi ormonali
  • aumento del rischio di alcuni tumori
  • effetti sullo sviluppo dei bambini

Il rischio maggiore arriva dall’acqua potabile e dal cibo, perché queste sostanze entrano nella catena alimentare.

Cosa possiamo fare?

Anche se il problema è enorme e richiede decisioni politiche e industriali, come cittadini possiamo:

  • informarci ed effettuare controlli sulla qualità dell’acqua nella nostra zona
  • ridurre l’uso di prodotti superflui “impermeabili” o antiaderenti
  • sostenere politiche di controllo e divieto dei PFAS
  • chiedere trasparenza alle istituzioni locali

Un problema invisibile, ma reale

I PFAS non hanno odore né colore, ma sono ovunque. L’inchiesta europea ci ricorda che non si tratta di un’emergenza lontana o astratta, bensì di una questione che riguarda la nostra salute, il nostro ambiente e le generazioni future.

Conoscere il problema è il primo passo per affrontarlo.

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