Chi gestisce l’acqua in Italia? Uno sguardo alla mappa della gestione idrica ?
Aprire il rubinetto e avere acqua potabile sempre disponibile sembra una cosa scontata.
In realtà, dietro quel gesto quotidiano si nasconde un sistema complesso fatto di aziende pubbliche, società miste, concessioni e regole precise.
Il Blue Book 2025, uno dei principali report sul servizio idrico, ci aiuta a capire come funziona oggi la gestione dell’acqua in Italia e quali sfide restano aperte.
???? Come viene gestito il servizio idrico
Il servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) può essere gestito in modi diversi:
✅ In house → società interamente pubbliche (60% della popolazione)
✅ Società miste (pubblico + privato) → 19%
✅ Società quotate → 19%
✅ Concessioni a terzi / altre gestioni → circa 5%
???? Nella mappa i colori mostrano la distribuzione: prevale il verde dell’“in house”, mentre nel Centro Italia emergono più società quotate.
???? Pubblico o privato? La questione della proprietà
Chi controlla le aziende che gestiscono l’acqua?
- 60% della popolazione → gestita da aziende pubbliche
- 31% → aziende miste a maggioranza pubblica
- Minoranza → aziende private o a maggioranza privata
???? Nella mappa si nota che l’azzurro (pubblico) copre gran parte dell’Italia, mentre il giallo e il viola, che rappresentano la presenza privata, si concentrano soprattutto nelle Isole e nel Centro.
???? Le differenze territoriali
Dai grafici in basso emergono differenze importanti:
- Nord Ovest e Sud → prevale la gestione in house
- Centro → più società quotate
- Isole → maggiore presenza privata

⚠️ Le criticità ancora aperte
Non tutte le aree hanno un gestore unico, come previsto dalla normativa.
???? Nella Figura i colori mostrano le diverse situazioni:
- blu = gestore unico
- giallo/rosso = affidamenti incompleti o frammentati
Oggi, circa il 29% della popolazione vive in zone senza gestore unico. Questo significa:
- tariffe diverse,
- qualità del servizio non uniforme,
- difficoltà a programmare investimenti.
???? Perché ci riguarda da vicino
Gestire bene l’acqua significa:
- ridurre le perdite di rete (oggi oltre il 40% dell’acqua si disperde),
- investire in reti e depuratori moderni,
- avere tariffe più eque e trasparenti.
???? Conclusione
Il Blue Book 2025 mostra un’Italia a due velocità: in alcune aree il sistema è moderno ed efficiente, in altre resta frammentato e poco coordinato.
L’acqua è una risorsa preziosa: imparare a gestirla bene oggi è l’unico modo per garantirla anche alle generazioni future.
